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Hold me in your breathes.

Alice, ventiquattro anni.

Ieri sera, sul tardi, siamo capitati un po’ per caso a passeggiare su un lungomare quasi completamente deserto, che non avevo mai visto. Faceva freddo, si sentiva forte il rumore delle onde del mare che si infrangevano contro gli scogli, le lucette di Natale ci illuminavano la strada. E c’era silenzio, tanto silenzio. E niente, poi tu ad un certo punto mi hai detto che ero bellissima e che mi ami. Ho fatto finta di non capire, per fartelo dire di nuovo. E tu allora lo hai ripetuto: che ero bellissima, e che mi ami.

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Tentativi di corruzione Io: Manca l'esercizio sette. Leggi e rispondi.
Giulia: Mi è venuta in mente una cosa super! Che ne dici di rispondermi te alle domande? Dai, per favore! Così facciamo più veloce. E poi tu sei così tanto brava a rispondere a questi problemi...anzi bravissima!

Voglio l’estate.
Il sole caldo, le finestre aperte la mattina, la brezza leggera di sera, i pomeriggi all’ombra del pesco a leggere un libro, la sabbia tiepida sotto ai piedi, il solo lenzuolo bianco con cui coprirsi la notte, i vestiti leggeri e freschi, i sandali ai piedi, il gelato da mangiare veloce altrimenti si squaglia, le granite al limone da mangiare passeggiando sul lungomare, i baci che mi dai sulla pelle bagnata di acqua di mare, la pelle abbronzata che sa un po’ di sale.

La tecnologia, questa sconosciuta.

La nonna è andata in ospedale per fare degli esami. Stasera mi ha chiamato al telefono di casa, felice di essere riuscita a usare un cellulare touch, dicendomi cosa aveva fatto durante la giornata e chiedendomi se il nonno aveva mangiato lì e io le ho detto che sì aveva mangiato qui e che mi aveva anche sgridato perché la pasta che avevo preparato era troppo cruda perché le penne non si piegavano bene su loro stesse (insomma la voleva stracotta lui la pasta, ma). Poi mi ha salutato perché era arrivata la camomilla e doveva berla e chiacchierare con la sua vicina di letto ultranovantenne.

Il problema è che la nonna in questione, non ha chiuso la chiamata ed è da circa 10 minuti che io e i miei stiamo cercando di “riuscire a farci sentire” perché anche chiudendola noi la chiamata, appena cerchiamo di fare un qualsiasi altro numero, ritorniamo a sentire lei dall’altra parte della cornetta che discute con la sua vicina di letto ultranovantenne su quanto lei la camomilla sappia farla meglio. 

Post Scriptum: Finalmente, se ne è accorta. 

La nostra casa avrà: 

  • le tende bianche
  • una vasca grande 
  • una libreria che occupa un’ intera parete e che arriva fino al soffitto
  • un lettone alto con tanti cuscini
  • il mio giradischi ed i tuoi dischi
  • un mazzolino di narcisi in un vasetto di vetro sul davanzale della finestra in cucina
  • le finestre spalancate le mattine d’estate
  • un tavolo grande di legno e una tovaglia azzurra
  • lenzuola bianche e lilla 
  • candele sparse per casa, da accendere in una notte d’inverno
  • le fragole in primavera 
  • un micio nero
  • un quadro che rappresenta il mare 
  • una lampada dalla luce blu, in un angolo della camera
  • i miei vestiti a destra dell’armadio, i tuoi a sinistra
  • le patate al forno tutte le settimane
  • la mia bambola e i miei peluches preferiti di quando ero piccola sulla poltrona in camera
  • una nostra foto di quando eravamo a Parigi incorniciata ed appesa ad una parete
"Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così." - Italo Calvino 
Signora di ben 91 anni: A me piacciono le macchine. Mi piace viaggiare, correre in auto. Adesso i miei figli mi hanno dato una stupida KA, che è un 1300. Cosa cavolo me ne faccio?
Io: Nonno, ti piace il mio vestito nuovo?
Nonno: Bianco? Ma perché bianco?
Io: Perché mi piaceva bianco!
Nonno: Ma non mi devi dire niente?
Io: In che senso?
Nonno: Ma non è che ti sposi? Cioè, ti devi per caso sposare?
Io: Non mi sembra proprio.
Nonno: Ah, va beh, allora. Bello il vestito comunque.

Ah, per la cronaca. Mi sono decisa ad abbandonare il mio caldo e soffice piumone solo oggi, 20 Maggio. 

Sei partito da poco e io mi sento già un po’ malinconica ma sono felice di questa settimana passata insieme a te. Sono felice, perché mi hai tenuta stretta come sempre. Mi hai cercata come sempre. Mi hai fatta sentire importante come sempre. Hai riso con me, come sempre. E hai parlato con me di progetti da costruire insieme e che vogliamo portare avanti insieme. E ho sentito che non stavamo parlando tanto per sognare o per fantasticare un po’.

Che poi oggi quando stavi per ripartire mi hai detto una cosa bellissima, di cui mi ricorderò continuamente. Mi hai preso le mani, mi hai guardata negli occhi e mi hai detto: “Io lo so che noi due riusciremo a fare tutto insieme. Tu lo sai?”.

Ho sorriso e ti ho risposto: “LO SO”. 

Nonna di fidanzato: Ah sai, io domani vado in gita con il gruppo anziani.
Io: Dove?
Nonna: Vado...aspetta...eh, non mi ricordo più.
Lui: Andiamo bene!
Nonna: Ah si, adesso ricordo! A Firenze. C'è un bus che ci porta tutti lì.
Io: Bella Firenze!
Nonna: Ah no. Siena non Firenze. E dai, tanto non devo guidare io.
Come fai ad essere così innamorata dopo quattro anni? Non ti sei mai stancata? Neanche un po'? asked by Anonimo

No, di lui non mi sono mai stancata. Certo, a volte mi fa arrabbiare, mi fa urlare dal nervoso, ma una cosa che ho sempre avuta chiara in testa è il sentimento che ci lega. E poi io penso che chi si è voluto davvero, e davvero lo si è voluto per se stessi e per la propria serenità, per la propria felicità, lo si vorrà per sempre. Tutto qui. 

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